CALOVETO (Cs), giovedì 20 marzo 2025 – Se non fossero vere e fondate le denunce
pubbliche rispetto alle precise scelte comunicateci dall’Arrical, gestore unico di acqua e
rifiuti in Calabria, delle quali da più giorni si stanno facendo interpreti, insieme ai
consiglieri regionali Bevacqua, Tavernise e Lo Schiavo, i colleghi di Cosenza Caruso e di
Corigliano-Rossano Stasi, per quale altro misterioso motivo anche noi a Caloveto, uno dei
piccoli comuni virtuosi dell’entroterra della nostra regione, nella giornata odierna (giovedì
20 marzo) ci vediamo costretti a portare in consiglio l’aumento della Tari inclusa nel Piano
Economico e Finanziario del nostro ente?
IN CONSIGLIO AUMENTO TARIFFE, FONDATE DENUNCE COLLEGHI CARUSO E STASI
Nessuno – dichiara il Sindaco Umberto Mazza – potrebbe mai anche solo immaginare che
la nostra iniziativa istituzionale, oggi all’esame dell’assise civica, sia l’esito di valutazioni
squisitamente municipali o, nel nostro caso in particolare, di improbabile strategia o utilità
politico-elettorale. ARRICAL UN MOSTRO. NON VI È STATO CONFRONTO CON AMMINISTRAZIONI
LOCALI Al contrario – sottolinea il Primo Cittadino – siamo di fronte alla conseguenza, a questo
punto non so se adeguatamente prevista e calcolata in tutti i suoi effetti perversi, di
aumenti oggettivi ed innegabili della Tari, imposti dal piano tariffario predisposto da
Arrical, che fa bene il Sindaco Stasi a definire un mostro, senza alcun confronto con le
amministrazioni locali.
QUESTIONE DA RISOVERE AL DI LÀ DELLE FISIOLOGICHE DIFFERENZE POLITICHE
Ed al di là – precisa – delle legittime posizioni politiche che inevitabilmente e
fisiologicamente intervengono anche in questa questione ormai aperta con la Regione
Calabria e che deve essere affrontata e risolta oltre le pezze e le giustificazioni d’ufficio
dell’assessore regionale Calabrese, vi è un dato di fondo sul quale anzi tutto il Presidente
Occhiuto dovrebbe aprire e condividere direttamente con i sindaci calabresi, una
riflessione istituzionale ed il più possibile libera da condizionamenti di ogni tipo.
MAZZA: SIAMO DI FRONTE AD UN CORTO CIRCUITO. PER ORA SALTATO
SALVAVITE
Rispetto a questa proposta e prospettiva di auspicato confronto con gli enti locali, quello di
Caloveto mi pare essere un buon caso di studio e di partenza, per rendersi facilmente
conto che un qualche corto circuito deve esserci stato e va risolto subito, perché –
aggiunge – può ancora essere risolto. È – ironizza Mazza – come se fosse per ora saltato
solo il salvavita, non essendo andata via del tutto la luce. Bisogna intervenire, con
consapevolezza ed autorevolezza.
CASO CALOVETO, COMUNE RICICLONE E PER QUATTRO ANNI 70% DI
DIFFERENZIATA Ed ecco l’esempio Caloveto. Come potrei e dovrei spiegare ai miei concittadini –
argomenta il Sindaco – gli aumenti sui rifiuti che il nostro Consiglio oggi approverà se per
gli ultimi 4 anni consecutivi grazie soltanto alla sensibilità ed alla partecipazione della
nostra comunità, abbiamo raggiunto in media il 70% di raccolta differenziata?
A COSA È SERVITO SE INVECE DI BENEFICI NE DERIVANO SOLO COSTI PER CITTADINI?
A cosa è servito questo impegno militante di educazione civica e di eco-sostenibilità? A
dover pagare di più rifiuti 4 anni dopo? Ed a cosa è servito, quindi, esser risultato, come
lo è stato Caloveto negli ultimi tre anni, comune riciclone, se invece di trarne per la nostra
gente un qualsiasi beneficio economico a breve e medio termine oltre che al momento
solo teorico, ne deriva di fatto un costo maggiore a carico di tutti?
GRAVISSIMO CHE ASSESSORE CALABRESE NON COLGA QUESTA ROTTURA DI
FIDUCIA
Ecco perché spiace ed è gravissimo, soprattutto per esser stato anch’egli un sindaco, che
l’assessore Calabrese non colga questo che non è dettaglio o una polemica strumentale
ma una vera e propria rottura grave del rapporto di fiducia tra le cittadinanze ed il
governo dei territori, tanto più grave perché inficia il sempre delicato approccio culturale e
politico rispetto ai temi ed alle sfide nazionali, europee e globali della tutela dell’ambiente;
perché – scandisce – la difesa della sostenibilità ecologica, della quale la partita rifiuti e
differenziata è fondamentale, non può essere sempre vissuta e subita come un costo
economico, sociale e culturale da parte delle popolazioni locali.
QUELLA DEI SINDACI NON È DEMAGOGIA, MA UNA SERIA QUESTIONE DI
METODO
Noi oggi siamo di fronte a numeri che, anche e soprattutto alla luce delle difficoltà nelle
quali si trovano i comuni, vanno rivisti: siamo passati da 260 euro a tonnellata a 330/350
in media. Questo si chiama aumento e non c’è altra analisi sovrastrutturale da mettere in
campo per tentare di negare questo esito che diventa sì mostruoso quando poi non fa
differenza tra comuni virtuosi o meno in tema di differenziata. Non è e non vuole essere
demagogia, è una seria questione di metodo ed anche di rispetto delle istituzioni locali che
a differenza degli assessori o dei consiglieri regionali ogni giorno devono rispondere in
comune a famiglie, ad anziani e giovani coppie, che non riescono a far fronte al
pagamento dei tributi e delle bollette.
PERSEVARARE IN ERRORE PRODURREBBE UN DANNO ECONOMICO E DI
DEMOCRAZIA
E se l’aver tentato di negare l’evidenza, anche in occasione del consiglio direttivo di Arrical
tenutosi ieri (mercoledì 19) non è stata una bella lezione di governo, cercare ancora di
fuggire dal problema reale posto dai comuni potrebbe rivelarsi – conclude Mazza,
invitando il Presidente Occhiuto a convocare con urgenza i comuni in Cittadella per
ascoltarne ragioni e probabili soluzioni – un errore ancora più grave di valutazione, a
danno del tessuto sociale ed economico dei nostri territori e della stessa democrazia. –
(Fonte: Comune di Caloveto/CS – Comunicazione Istituzionale/Strategica – Lenin
Montesanto Comunicazione & Lobbying).
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